Tre mosse per crescere del 3 per cento

Tre mosse per crescere del 3 per cento

L’Italia rischia di rivedere i livelli di Pil pre-crisi solo nel 2022 e di non riuscire a far scendere il debito.

Uno scenario da incubo. Per evitarlo, il centro studi Economia reale suggerisce una cura shock con tagli alle spese per l’acquisto di beni e per i trasferimenti a fondo perduto. E con una riduzione del debito grazie al fondo immobiliare.

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Panorama, 26 giugno 2014

2 Comments

  1. Maboba ottobre 26, 2014 at 7:20 pm - Reply

    Egregio Prof.,
    segue da tempo con interesse i suoi interventi, anche televisivi, e solo ora mi decido a commentare un suo articolo che seppur “datato” è di grande attualità, specie oggi dopo la legge di “stabilità” renziana; Purtroppo sì, stabilita del momento disastroso in cui siamo . Anzi, più che commentare, visto che sono un semplice cittadino assolutamente a digiuno di teorie economiche ed annessi vari, a chiedere chiarimenti su quello che a me parrebbe un mistero doloroso se non sapessi di trovarmi in un paese come il nostro il cui “Stato”, relative istituzioni, rappresentanti politici e istituzionali (burocrati e magistrati inclusi), mi perdoni e non me ne voglia, sono in una situazione a dir poco…… maleodorante. La sua proposta di un Fondo immobiliare Italia, che in forme similari ho sentito ripetere anche da altri seppur in maniera meno stringente e coerente, a me semplice cittadino pare non solo abbastanza razionale e lineare, ma addirittura uno straordinario strumento per rivoltare la crisi e ridare vera fiducia a un popolo ormai demotivato. Quella fiducia che Renzi ci vuol rendere anche lui, ma purtroppo senza provvedimenti pesanti; insomma vorrebbe fare le nozze coi fichi secchi come si dice in Toscana.
    Mi spiega allora perché questa proposta non viene non dico attuata, ma neppure discussa in maniera organica e coram populo non solo da politici ed economisti, ma nemmeno nei cosiddetti “talk show” televisivi e sui giornali, né tantomeno viene “adottata”dai partiti all’opposizione (!) (escludendo FI, per ovvii motivi) come Fratelli d’Italia o la Lega che ne avrebbero solo da guadagnare?.
    E’ in realtà una proposta di enorme difficoltà attuativa? Non avrebbe alcuna efficacia?
    In questi casi allora sarebbe lei a fare ammenda di fronte alla pubblica opinione.
    Oppure questa proposta non piace a nessuno degli addetti ai lavori perché toglierebbe dalle loro mani la gestione del patrimonio pubblico, con relative rendite economiche e clientelari e quindi enormi sprechi a loro vantaggio e a nostro scorno? In questo caso le speranze diverrebbero ancora più residue.
    Da cittadino ormai “scoglionato” propendo decisamente per la seconda ipotesi, ma non essendo un economista mi rimane un piccolo margine di dubbio.

    • RAPPORTO COMPLETO ottobre 27, 2014 at 11:57 am - Reply

      Il lettore ha dato la risposta giusta, cioè la seconda: “questa proposta non piace a nessuno degli addetti ai lavori perché toglierebbe dalle loro mani la gestione del patrimonio pubblico, con relative rendite economiche e clientelari e quindi enormi sprechi a loro vantaggio e a nostro scorno”
      Io ho toccato con mano questo atteggiamento tre o quattro volte nella quali ho formalmente fatto la proposta come senatore della Repubblica.

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