Le prospettive sociali ed economiche dell’Italia sono molto difficili e rischiano di peggiorare nei prossimi mesi. Il quadro politico è frammentato e confuso, la maggioranza dei cittadini tende a non partecipare al voto e quote consistenti di coloro che vanno a votare tendono a esprimere la propria sofferenza di vita e la propria insofferenza verso i partiti e la politica dando il proprio consenso a movimenti di protesta. Questa tendenza si era già espressa nelle elezioni amministrative della scorsa primavera e ha trovato clamorosa conferma nei risultati delle recenti elezioni regionali in Sicilia. Nonostante questo quadro le forze politiche continuano a indirizzare il loro confronto verso accordi di organigrammi, spesso vuoti di programmi. E anche le ipotesi di riforma elettorale sembrano essere guidate da questo tipo di motivazioni, accordi magari fatti per vincere le elezioni ma non definiti e cementati su precisi programmi di Governo. E’ pertanto responsabilità di tutti i soggetti della società civile parlare in questo momento di contenuti e di programmi, cioè di cosa serve alle famiglie, alle imprese, alle donne, ai giovani, agli anziani, al Nord come al Sud, per superare questo momento di enorme e progressiva difficoltà. Cosa serve cioè per riprendere a crescere, per sostenere l’occupazione, offrire prospettive ai giovani, opportunità alle donne e certezze agli anziani, mantenendo serie linee di rigore finanziario. Crescita, rigore ed equità sociale devono urgentemente diventare scelte precise su proposte concrete di riforma strutturale. Oltre trenta organizzazioni della Società Civile si ritroveranno a Roma per discutere insieme dei temi cruciali per il futuro del Paese.